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Anche un casalese nel traffico milionario di cocaina

di Ketti Porceddu
24 maggio 2017 | 13:45

C’è anche un ristoratore casalese, Alfio Di Mari di 67 anni, tra le persone coinvolte nel traffico di cocaina smantellato dalla Dda in diverse regioni italiane.

21 gli accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e aggravata dal metodo mafioso.

I provvedimenti cautelari da parte dei carabinieri del comando provinciale di Milano sono stati effettuati nelle province di Alessandria, Vercelli, Milano, Varese, Monza, Perugia, Roma e Catanzaro.

Secondo quanto è stato finora ricostruito dagli inquirenti, la cocaina arrivava dal Sudamerica ed era la ‘ndrangheta a gestire il traffico della droga, tramite una rete di contatti con affiliati e fiancheggiatori.

L’indagine era partita nel settembre di due anni fa a Bareggio, nel milanese, quando in manette finì Raffaele Procopio, fermato con quasi 30 chili di cocaina nascosta in un doppiofondo della Mercedes sulla quale era a bordo.

Sono bastati tre mesi di intercettazioni sulle chat dei telefonini, monitoraggi  e una serie di pedinamenti da parte dei carabinieri del comando provinciale e del Ros, per capire che Procopio non era solamente un corriere, ma un esponente di un’organizzazione legata all’ndrangheta, che allungava le sue radici fino Guardavalle, in provincia di Catanzaro, territorio storico dei Gallace, con ramificazioni anche nel Lazio e in Lombardia.

Un ruolo fondamentale nell’associazioni lo giocavano le officine, alle quali spettava il compito di creare doppifondi nelle auto che venivano usate come corrieri. In alcuni casi, è stato detto durante la conferenza stampa dei carabinieri, ci sono volute 24 ore per riuscire a capirne i meccanismi.

Secondo Canio Giuseppe La Gala, comandante provinciale dei carabinieri di Milano, si tratta di una delle operazioni antidroga più rilevanti degli ultimi anni.