Notizie flash:

Asti: sequestrati documenti crack Marco Marenco

di Ketti Porceddu
6 aprile 2017 | 11:57

Erano custodite dentro ad un armadio in un’abitazione della periferia di Milano, alcune tra le prove del gigantesco giro d’affari di Marco Marenco, l’imprenditore astigiano, coinvolto nel secondo crack italiano dopo il caso Parmalat.

Si tratta di centinaia fra documenti, fatture e movimenti bancari riconducibili a società fallite che facevano parte del giro miliardario che ha portato alla maxi bancarotta fraudolenta delle società del gas che l’ex magnate gestiva all’interno di un intricatissimo sistema che univa le file tra Svizzera fino ad arrivare in Asia.

La documentazione sequestrata dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Asti, all’interno dell’abitazione di un mediatore d’affari lombardo, ma domiciliato in Svizzera, il cui nome era parso marginalmente nel corso della prima inchiesta, servirà agli inquirenti a ricostruire la rete d’affari che ha determinato un buco di oltre 3 miliardi, con debiti da sanare soprattutto alle banche, Unicredit compresa.

L’inchiesta Marenco bis, coordinata dal pm astigiano Luciano Tarditi  è proprio concentrata sul capire che giro abbia fatto il denaro sottratto ai creditori.

Un ricorso per ottenere il dissequestro dei documenti è già stato avanzato da Vittorio e Davide Nizza, legali dell’ex re del gas e mercoledì prossimo l’istanza sarà discussa davanti al giudice Roberto Amerio.

Come è noto, Marenco, che viene definito un genio della matematica finanziaria e che si è iscritto alla facoltà di economia, ha già patteggiato una condanna a cinque anni e dopo 18 mesi di custodia cautelare è tornato libero, in attesa che la Cassazione si pronunci definitivamente.

Nell’inchiesta Marenco bis è finita anche Silvia Grosso, anche lei astigiana, console onoraria della repubblica di Sao Tomè e Principe, arcipelago africano di una ventina di isole nell’oceano atlantico. L’ipotesi di reato è quella di concorso in bancarotta fraudolenta.