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Gioco d'azzardo patologico: il Tar dà ragione al Comune di Torino

di AD
12 luglio 2017 | 12:37

Non è solo un fenomeno sociale, ma è una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze.Torna in vigore, a Torino, l’ordinanza che limita a 8 ore la possibilità di giocare a slot machine e videolottery. Il Tar del Piemonte ha infatti respinto i ricorsi presentati da 4 società concessionarie e da alcuni esercenti contro le limitazioni stabilite dalla sindaca Chiara Appendino. Limitazioni che erano state sospese a inizio anno in seguito alla decisione del Consiglio di Stato che si era espresso a favore di un ricorso contro l'ordinanza. I giudici amministrativi nella sentenza evidenziano come "la realtà regionale piemontese sia caratterizzata da una accentuata propensione delle amministrazioni comunali ad affrontare e disciplinare, a livello locale, un fenomeno (quello del gioco d’azzardo patologico o ludopatia) la cui rilevanza e pericolosità a livello sociale e sanitario non può essere seriamente messa in discussione". E hanno respinto i ricorsi di concessionarie ed esercenti e ritenuto legittima l'ordinanza. La ludopatia tocca anche, pur in modo non consapevole, anche i giovanissimi. Secondo una recente indagine condotta in Val D’Aosta, bambini e studenti sono già venuti a contatto con questa patologia attraverso l’uso del cellulare, banalmente con i giochi che si scaricano gratuitamente. Poi però, quando il giocatore raggiunge un certo livello, per poter proseguire viene richiesto al giocatore di comprare un "pacchetto" a 99 centesimi. E da quel punto è l’inizio della fine.