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Musica di altissimo livello in provincia di Alessandria

di AD
19 giugno 2017 | 12:09
Musica di altissimo livello in provincia di Alessandria

La forza della musica ha abbracciato il Tortonese e la Bassa Valle Scrivia: lo ha fatto con l’energia positiva di chi suona con passione, dedicando gran parte del suo tempo allo studio e all’esecuzione di brani immortali della musica classica o alla ricerca e alla sperimentazione di testi contemporanei. E allora succede che a Tortona, per un giorno ed una sera, si ritrovino 500 interpreti provenienti da tutt’Italia e succede che, accanto al suono celestiale di un’arpa suonata lungo la via Emilia, si senta amalgamarsi nell’aria quello di una band pop-rock, concentrata sul ritmo di chitarra, basso e batteria. Dodici le postazioni delle cosiddette “Invasioni musicali” allestite in centro storico nel ricordo del famoso compositore tortonese Lorenzo Perosi: è stato questo il momento clou degli eventi primaverili di Perosi 2017, che, grazie all’organizzazione e ad un instancabile direttore artistico don Paolo Padrini, ha permesso a quanti lo volessero –iscritti alla manifestazione e non- di suonare liberamente qualsiasi strumento. E così se, ieri, a Tortona c’è chi ha chiesto dove si potevano ascoltare dei violini, poco lontano –nel comune di Sale- si erano esibiti poche ore prima un paio di Stradivari dal valore inestimabile: la chiesa dei santi Maria e San Siro ha infatti ospitato un concerto unico in Piemonte, realizzato dall’assessorato alla cultura salese in collaborazione con l’Accademia Concertante d’Archi di Milano. L’orchestra è stata diretta dal maestro Mauro Ivano Benaglia, che –quasi al pari di un attore preso dalla sua parte- ha accompagnato l’ensemble, composto da giovani talenti. Tra questi, due solisti d’eccezione: il diciottenne Ruben Giuliani e il ventenne Lorenzo Meraviglia. Il primo ha suonato il «Roi de France» 1663, facendo immergere la platea nella corte del re di Francia Luigi XIV: questo violino risale agli esordi della carriera di Stradivari, che allora aveva 19 anni e andava a bottega da Nicola Amati. L’Omobono Stradivari del 1730 è stato invece affidato a Lorenzo Meraviglia. Il prezioso strumento è stato realizzato a Cremona nel 1730 da Antonio Stradivari e da suo figlio Omobono, esperto restauratore ed intagliatore: fa parte della ristretta cerchia di quelli definiti «dalla grande voce». Sotto scorta per tutta la durata dell’esibizione, i due violini recano ancora ben conservati sia lo stemma araldico del re che il particolare del riccio –la chiocciola- altrettanto inconfondibile segno di distinzione della mano Stradivari.