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Nasce il pomodoro eco-sostenibile

di Ketti Porceddu
8 giugno 2017 | 13:12
Nasce il pomodoro eco-sostenibile

C’erano una volta i nonni che alla sera, dopo aver innaffiato al tramonto il loro piccolo orto, arrivavano in casa con un cestino pieno di frutta e verdura. Tra queste, in bella vista, spiccavano i pomodori. E poi c’erano le nonne, che a fine estate, raccoglievano la succosa verdura rossa per tuffarle in un pentolone, dove bollivano, bollivano, fino ad arrivare ad essere salsa da racchiudere nei barattoli, dove accompagnavano i sughi per tutto l’inverno.

Una tradizione che si è sempre tramandata, perché il pomodoro, facile da coltivare è sempre stato un alimento naturale, da non far mai mancare nelle tavole degli italiani, amanti della dieta mediterranea, ma soprattutto della pasta.

Ma i tempi corrono, a volte in fretta e a volta in maniera strana e così l’amato pomodoro finisce sui tavoli dei laboratori di tecnici e ricercatori per diventare eco-sostenibile e in grado di risparmiare acqua e fertilizzanti.

Un progetto da 6 milioni di euro con 10 paesi coinvolti tra Italia, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania, Slovenia, Grecia, Romania e Israele e 200 tecnici. Alla guida della ricerca europea, l’università di Torino, alla quale spetterà il compito, insieme a 25 partners, di mettere a punto sistemi di coltivazione innovativi.

La selezione verrà fatta sui pomodori resistenti ai fattori climatici, i quali saranno studiati da un punto di vista fisiologico e molecolare. Da qui lo studio elborerà le tecniche agronomiche.

Una volta ottenuti i risultati previsti, questi saranno dirottati su computer e smartphone e messi a disposizione di agricoltori e semplici cittadini che potranno così orientarsi per ottenere anche loro, pomodori eco-sostenibili.

Il progetto è stato presentato da Gianmaria Ajani, rettore dell'Università di Torino e dal coordinatore Andrea Schubert, docente del Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali ed Alimentari.